Storia

furgone

Nel 1967, a seguito del buon risultato conseguito dalla 600 multipla, Fiat rinnova anche la gamma dei veicoli commerciali introducendo il Fiat 238, un furgone di grosse dimensioni basato sulla meccanica della vettura Primula (Autobianchi) con un propulsore 1.2 a benzina da 44 CV per 105 km/h di velocità massima. Prodotto dal 1967 al 1983, il Fiat 238, fino dalla sua presentazione sul mercato fu disponibile con diversi allestimenti: furgone, autocarro, cabinato, trasporto passeggeri e ambulanza.

 

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Questa filosofia influenzò e connotò fortemente anche i successivi Fiat 242 e Fiat Ducato. Presentato come naturale erede del 1100T e come detto in apertura, il 238 era basato sulla meccanica dell’Autobianchi Primula, quindi motore e trazione anteriori, ed era spinto dal motore 1200cc a benzina della Fiat 124, depotenziato a 44cv, che gli faceva raggiungere i 105 km/h.

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Successivamente venne equipaggiato con il motore della Fiat 124 Special e della Autobianchi A111 di 1438cc, depotenziato a 46cv. Il design interno ed esterno riprendeva molti elementi della produzione Fiat del periodo (i fari erano gli stessi della 124), reinterpretati tuttavia in chiave moderna. Dotato di 4 freni a tamburo con servofreno, sospensioni a balestra trasversale all’anteriore e a barre di torsione al posteriore, era disponibile in svariati allestimenti quali ambulanze, furgoni, autocarri e cabinati nonché trasporto passeggeri. Venne utilizzato anche come veicolo ricreativo con le trasformazioni a camper: una di queste, realizzata dalla Fiat stessa, fu il 238 Andal.

238andal

 

La carrozzeria del 238, non eccessivamente alta e ben raccordata, assicurava una buona capacità di carico, grazie soprattutto all’indovinato disegno del tetto. Con una massa a pieno carico di 2,3 t la sua portata dichiarata era di circa 1 tonnellata nella versione trasporto di merci con un volume di carico utile che raggiungeva i 6,5 m3 mentre nella versione minibus erano disponibili 9 posti.

Il pianale basso permetteva di caricare e scaricare merci senza troppi problemi, caratteristica che altri mezzi di concorrenza dell’epoca non avevano.

 

238EPanorama

 

Meno diffuse, ma in catalogo, anche le versioni scuolabus, una con vano di carico aperto e una versione assimilabile ai pick-up con cabina allungata. Oltre che sul mercato italiano venne commercializzato anche all’estero, ad esempio in Germania dalla Fiat Neckar.

scuolabus

Nel 1974 fu presentato quello che doveva essere il suo erede: il Fiat 242. In realtà i due modelli avrebbero convissuto in listino per molti anni, anche perché il 242, più ingombrante e costoso, finì per interessare un’utenza di categoria superiore.

242

Nel 1977 il furgone fu oggetto di un limitato restyling nonché di una revisione della gamma: venne fra l’altro presentata la versione 238 E Panorama, destinata al trasporto passeggeri, con finiture più accurate rispetto a quelle delle versioni industriali. Davvero criticabile risultò l’aspetto del nuovo frontale, con una mascherina in plastica nera che univa fra loro le luci anteriori, ma che lasciava allo scoperto una buona metà della presa d’aria coperta dalla vecchia calandra! Ai lati furono aggiunte fasce paracolpi.

calandra

Il 238 continuò la sua carriera fino al 1983, quando fu sostituito dal Fiat Ducato per una produzione totale di circa 500.000 unità .

nuovo 238E